GUERNICA (2005)

 

 

Etichetta: MKM Promotion Agency 

Anno: 2005 

Durata: 49 min 

 

Genere: rock/pop progressivo e melodico

 

E' un vero piacere ritrovarmi fra le mani questo full-length degli avellinesi Guernica. Ho già avuto modo di apprezzarne la musica recensendo "Senza Sudare", un MCD acustico molto suggestivo e stimolante. Il lettore è rimandato a tale recensione per saperne di più sui trascorsi biografici del gruppo. In questa sede preferisco occuparmi esclusivamente di "Guernica", un album che si preannuncia ricco di spunti sin dalla copertina, sempre ad opera di piCCiCo. Lo stile dell'artista è riconoscibile nell'ossessivo ricorrere dei globi oculari, che svolazzano come mongolfiere nel cielo e che sostituiscono le teste di alcune figure umanoidi. Rispetto all'artwork di "Senza Sudore", dai colori caldi, nella copertina di "Guernica" è il bianco a dominare, e gli altri colori non fungono che da contorno. L'unica eccezione è il sangue che cola dal tronco di un albero, inciso dall'ascia brandita da uno degli umanoidi. Dietro di loro, c'è una città immensa, tutta abbarbicata su sé stessa. Tra la città e gli individui, tanti tronchi mozzati di alberi abbattuti. Tanti piccoli dettagli inquietanti che distorcono i tratti giocosi del disegno, tra il naif ed il surreale. 

Il libretto, completamente a colori, è lussuoso. Venti pagine ricche di testi, foto ben realizzate, note e chi più ne ha più ne metta. Proprio un bel lavoro! 

La formazione dei Guernica vede Tony D'Alessio alle vocals, Enzo Scorzeto alla batteria ed ai samples, Diego Iannaccone al basso, Goffredo De Prisco alle chitarre ed al piano, Massimo Testa alle chitarre, Antonio Iandolo alle chitarre ed ai samples ed Enzo Di Somma al violoncello. 

L'album è stato registrato tra l'ottobre del 2004 e l'aprile del 2005, presso lo studio Zapping Sound. La qualità del suono è pressoché perfetta. 

Ad aprire le danze ci pensa "Picasso", uno sguardo pessimista ed ironico sulla (dis)umanità dei nostri tempi. La traccia è introdotta dai campionamenti di vecchi proclami fascisti. La partenza di "Picasso" è vigorosa, con la bella voce di Tony in evidenza, arricchita da sovraincisioni e sostenuta dal grintoso suono d'assieme della band. Presto però la musica si fa più soft ed agile, con i musicisti che prestano molta attenzione alla scelta dei suoni. La ricchezza timbrica dei Guernica lascia sbalorditi, ed è bello ascoltare questa composizione (come anche le successive) sin nei minimi particolari. E' un viaggio nella perizia tecnica e nel gusto per il bello, dosati col giusto equilibrio per la riuscita della canzone. La melodia è molto evidente, resta subito in testa senza essere scontata o banale. 

Di diverso spirito è "Venus", il cui tema di fondo è abbastanza divertente: è una critica alle maggiori qualità di una bomba-sexy. Un ritornello irresistibile è legato da strofe molto interessanti, i cui arrangiamenti mescolano tra loro tutte le influenze del gruppo (dal progressive al nu-metal, al pop alternativo ed indie). Notevole, e per me inedito, il consistente utilizzo di elementi elettronici. "Venus" è una traccia piuttosto intrigante e, dati i volumi non troppo alti, potrebbe essere utilizzata come singolo. Non male. 

"Di Raffinata Inconsistenza" è una canzone dalla spiccata vena pop, di facile presa, che nasconde in sé germi nu-metal pronti a saltare fuori di quando in quando (soprattutto in fase d'accompagnamento). 

Sempre dalla ritmica moderata è anche la successiva "Respiro Di Noia", che però di tanto in tanto prende alla sprovvista l'ascoltatore con qualche episodio schizzato. Ovviamente la melodia è sempre in primo piano, ma tra le backing vocals si sente anche un gutturale. Insomma, i Guernica non si fanno mancare nulla, in quanto a possibilità espressive. Ad esempio, nella successiva "Les Yeux" (interamente cantata in francese), c'è anche una fisarmonica suonata dall'ospite Angelo Cerrato. Non si tratta dell'unico "guest" del disco. Si segnalano anche Leonardo De Lorenzo e Christian Pagliarulo (autori, assieme ad Angelo, del break jazz di "Picasso"), e Lucio Cerabona al corno. Ritornando a "Les Yeux", è veramente molto intenso l'arrangiamento acustico, con il bel rimescolarsi di fisarmonica, piano, violoncello e sezione ritmica. In questa traccia il suono dei Guernica sembra richiamare alla lontana il valzer musette e, soprattutto a inizio brano, qualcosa di Piazzolla. Per il resto, un brano introspettivo, carico di emozione. 

"Adrenocromo" non tradisce certo il sound sopraffino dei Guernica, sempre molto originale. Uno dei meriti maggiori di questi ragazzi d'Avellino, è quello di aver trovato una propria formula espressiva, che li distingue tra i tanti. Il songwriting è coerente, e nessuna traccia sembra buttata lì in maniera raffazzonata. "Guernica" è un album ispirato dalla prima all'ultima nota, e questo si sente in ogni singola passaggio. 

Malinconica ed oscura, "Mai" si rivela un'interessante esperienza, giocata su un accompagnamento costante che si infrange sul riff staccato della chitarra del ritornello. La seconda parte del brano, è un po' più spedita, con un wah-wah che fa molto anni '70. Ottimi come al solito i cori, in questo caso memori a tratti dei King's X. 

"Ferito", il cui testo guarda al passato con tristezza ma apre anche un finestra al futuro, è caratterizzata da un melodia stimolante e da un accompagnamento spesso vivace e nervoso. In tutto e per tutto, un brano soddisfacente. La parte finale è quasi marziale, con il basso di Diego sugli scudi. Veramente bravi! Si conclude con un ironico valzerino, in cui le voci intonano una sghemba parodia operistica. 

Più rabbiosa è la successiva "Icaro", la predizione di un disastro nucleare. La rabbia, a dire il vero, è rilevabile dalle parole del testo (che tra l'altro comprende versi in inglese), più che nella musica. I Guernica si producono nell'ennesima buona prestazione, con un crossover tra i vari generi. Belli i riff di matrice hard rock che ogni tanto fanno capolino, o l'imprevisto passaggio rappato a metà brano. 

Chiude "Eden", una ballata delicata e ricca di magia, figlia della sensibilità di questi artisti. 

"Guernica" è un lavoro maturo, che si fa ascoltare e riascoltare, frutto del lavoro di una delle band più interessanti dell'underground nostrano. Questa proposta musicale è piuttosto distante dai generi ai quali si rivolgono in genere i lettori di Shapeless. Sarebbe però un gran peccato perdersi questo lavoro del sette avellinese. Se amate il progressive, se vi sentite in grado di apprezzare un lavoro di classe e ricco di emozioni, "Guernica" è un disco consigliatissimo. Da acquistare ad occhi chiusi!

(Hellvis - Marzo 2006)

 

TrackList:

01. Picasso

02. Venus  (Guarda il video)

03. Di raffinata inconsistenza  (Guarda il video)

04. Respiro di noia  (Guarda il video)

05. Les Yeux  (Guarda il video)

06. Adrenocromo

07. Mai

08. Ferito

09. Icaro  (Guarda il video)

10. Eden  (Guarda il video)

Angelo Cerrato - Pianoforte (Picasso), Fisarmonica (Les Yeux) Leonardo De Lorenzo - Batteria Jazz (Picasso) Christian Pagliarulo - Chitarra Jazz (Picasso) Lucio Cerabona - Corno (Ferito) Woody Woodpecker - Picchio (D.R.I.) Prodotto, composto ed arrangiato dai Guernica Produzione artistica: Guernica e Salvatore Salierno Registrato e missato tra ottobre 2004 e aprile 2005 allo "Zapping Sond" studios da Salvatore "regard't" Salierno (zappingsound@libero.it) Foto: Beniamimo Battista (beniamino.battista@libero.it) Copertina, logo, elaborazione foto, progetto e realizzazione grafica: piCCiCo (piCCiCo@inwind.it) Stampato nel Giugno 2005 alla MAF (Casoria - NA) MKM Promotion Agency (www.mkmpromotion.tk)